Prevenzione udito, come prendersi cura della salute uditiva

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L’udito è uno dei nostri sensi più importanti, che ci permette di comunicare, ascoltare musica, guardare film, lavorare.

La prevenzione per la salute dell’udito è un argomento di grande importanza, poiché si tratta dei sensi più preziosi e utilizzati nel quotidiano. L’esposizione a rumori forti, l’utilizzo di auricolari o cuffie ad alto volume, l’invecchiamento e l’esposizione a sostanze tossiche sono solo alcuni dei fattori di rischio che possono danneggiare l’udito e causare problemi come la perdita dell’udito.

In questo articolo di Audio Medica Milano, approfondiremo l’importanza della prevenzione udito e forniremo consigli pratici per prevenire il danno all’udito e prendersi cura dell’udito nel modo migliore possibile.

Fattori di rischio

Per prevenire il danno all’udito, è importante conoscere i fattori di rischio e adottare abitudini sane. Innanzitutto, è importante ridurre l’esposizione a rumori forti, specialmente se si tratta di rumori continui o di lunga durata. L’utilizzo di tappi per le orecchie o di cuffie antirumore può aiutare a ridurre l’esposizione ai rumori e proteggere l’udito.

Inoltre, è importante utilizzare correttamente gli auricolari o le cuffie, regolando il volume a un livello sicuro e limitando il tempo di utilizzo. Fare regolarmente controlli dell’udito può anche aiutare a individuare precocemente eventuali problemi e adottare misure preventive.

Inoltre, ci sono diversi dispositivi di protezione dell’udito disponibili sul mercato, come i tappi per le orecchie e le cuffie antirumore, che possono aiutare a proteggere l’udito durante l’esposizione a rumori forti. È importante scegliere un dispositivo di protezione dell’udito che sia comodo da indossare e adatto all’attività che si sta svolgendo.

Prevenzione dei danni all’udito

Per prendersi cura dell’udito, è importante evitare di inserire oggetti estranei nelle orecchie, come Cotton Fioc, e di pulirle delicatamente con un panno morbido. Inoltre, è importante evitare l’utilizzo di sostanze chimiche o di oggetti duri o appuntiti per pulire le orecchie.

Controlli periodici per la prevenzione dei danni all’udito

Fare regolarmente controlli dell’udito è un modo importante per prevenire eventuali problemi all’udito e individuare precocemente eventuali danni.

I controlli dell’udito sono particolarmente importanti per coloro che lavorano in ambienti rumorosi o utilizzano auricolari o cuffie ad alto volume per lunghi periodi di tempo. Inoltre, le persone che hanno un’età avanzata o un’importante storia familiare di problemi all’udito dovrebbero fare controlli dell’udito regolari per individuare precocemente eventuali segni di problemi all’udito.

Un audiologo o un medico specializzato in otorinolaringoiatria possono eseguire i controlli dell’udito e fornire consigli sui metodi di prevenzione dell’udito e sulla protezione dell’udito. Fare regolarmente controlli dell’udito è un modo importante per mantenere la salute uditiva a lungo termine e prevenire eventuali problemi all’udito prima che diventino più gravi e difficili da trattare.

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Test udito: come funziona e perché è importante farlo regolarmente

test udito

Il test dell’udito è un esame semplice, ma fondamentale per verificare la salute dell’udito e individuare eventuali problemi uditivi.

In questo articolo di AudioMedica Milano vedremo come funziona il test dell’udito, a cosa serve, quando e come effettuarlo, e perché è importante farlo regolarmente.

Come funziona il test

Si tratta di un esame che valuta la capacità dell’orecchio di ricevere e trasmettere i suoni. Esistono diverse procedure comuni utilizzate dai professionisti dell’udito, come gli audiologi, per valutare l’udito di una persona. Una delle procedure più comuni è il test dell’udito tonale, che utilizza un audiometro per testare la soglia uditiva dell’individuo, ovvero la minima intensità sonora che può essere udita. L’esame in questione può essere eseguito sia in campo libero che in cabina insonorizzata. Un’altra procedura comune è il test dell’udito verbale, che valuta la capacità dell’individuo di comprendere la parola.

A cosa serve

Il test dell’udito può essere effettuato per diverse ragioni. In primo luogo, può essere utilizzato per la valutazione dell’udito in seguito a un trauma o per un sospetto di problemi uditivi. Ad esempio, una persona che ha subito un forte rumore o un trauma alla testa potrebbe essere sottoposta a un test per verificare la salute dell’apparato uditivo.

Oppure, il test può essere utilizzato per la valutazione dell’udito nei bambini. Infatti i problemi uditivi possono influire sul loro sviluppo del linguaggio e dell’apprendimento. Inoltre, può essere utilizzato per la valutazione della salute dell’udito in soggetti spesso esposti a rumori o sostanze potenzialmente dannose.

Quando e come effettuare il test dell’udito

Il test dell’udito dovrebbe essere effettuato regolarmente, soprattutto in presenza di fattori di rischio per problemi uditivi, come l’età avanzata o l’esposizione a rumori o sostanze potenzialmente dannose. I sintomi come vertigini, acufene o difficoltà di comprensione della parola possono essere un segnale di allarme per problemi uditivi e possono richiedere l’effettuazione di questo esame. Per effettuare il test basterà rivolgersi a un professionista dell’udito, come un audiologo, che utilizzerà apposite attrezzature, come gli otoscopi e gli audiometri, per valutare la salute dell’apparato.

Perché è importante fare il test dell’udito

Sottoporsi a questo esame regolarmente è importante per prevenire problemi uditivi e identificarli precocemente. In questo modo si interviene evitando che possano e causare danni permanenti all’udito. I problemi uditivi possono influire negativamente sulla qualità della vita, causando difficoltà nella comunicazione, nell’apprendimento, nella sicurezza e nella socializzazione.

I problemi uditivi possono anche aumentare il rischio di depressione, ansia e demenza. Inoltre, l’udito è un senso importante per la sicurezza e il benessere, poiché ci consente di avvertire eventuali pericoli, come il rumore del traffico o di un allarme di emergenza.

Fare questo esame regolarmente può anche essere utile per monitorare l’efficacia di eventuali interventi per migliorare l’udito, come l’utilizzo di protesi acustiche o l’intervento chirurgico.

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Sindrome di Alport, cos’è e quali sono i sintomi

sindrome di alport

Questa patologia rara ed ereditaria, tra le altre cose comporta un calo dell’udito.

La Sindrome di Alport provoca anche la perdita della funzione renale e anomalie oculari.

Nell’articolo di oggi, AudioMedica Milano ci parla di questa sindrome, soffermandosi su cause  e sintomi a essa legati.

Cos’è la Sindrome di Alport,

La sindrome di Alport, abbreviata conAS, è una malattia rara causata da un difetto della sintesi del collagene con prevalente interessamento del sistema renale, uditivo e visivo.

Il collagene è una proteina che costituisce la struttura fondamentale del tessuto connettivo. Rappresenta quindi un componente indispensabile della struttura delle membrane basali dei reni, degli occhi e delle orecchie.

Le cause della sindrome di Alport

La sindrome di Alport è prevalentemente legata al cromosoma X che ne rappresenta la forma più comune. È una patologia associata a mutazioni genetiche.

La malattia varia da persona a persona. Infatti, anche all’interno della stessa famiglia può interessare bambini e adulti. È imprevedibile sia per il momento in cui si manifesta sia per la progressione e il coinvolgimento dei diversi organi.

Sintomi e ipoacusia neurosensoriale

L’alterazione della sintesi di collagene provoca fibrosi progressiva a livello renale con conseguente insufficienza renale cronica negli stadi finali.

Per quanto riguarda l’apparato uditivo, questa patologia provoca sordità parziale. Per la precisione, induce un’ipoacusia neurosensoriale, che impedisce al paziente di avvertire i suoni alle alte frequenze.


Lo sviluppo delle problematiche uditive, da parte di chi soffre di sindrome di Alport, varia in relazione al gene oggetto di mutazione e al tipo di ereditarietà.

Per essere certi che si tratti della sindrome di Alport occorre verificare che vi sia:

  • Storia familiare di nefrite con inspiegata ematuria;
  • Ematuria persistente senza diagnosi di alcun’altra nefropatia ereditaria;
  • Ipoacusia neurosensoriale bilaterale nell’intervallo di frequenze da 2000 a 8000 Hz. La perdita di udito si sviluppa gradualmente, non è presente nella prima infanzia, ma spesso appare prima dei 30 anni;
  • Mutazione nel gene COL4An (dove n = 3, 4 o 5);
  • Evidenza immunoistochimica di completa o parziale carenza dell’epitopo di Alport (marker antigenico);
  • Estese anormalità dell’ultrastruttura della membrana basale glomerulare;
  • Lesioni oculari, come lenticono anteriore, cataratta e chiazze retiniche.
  • Progressione graduale all’insufficienza renale terminale di almeno due membri della famiglia.
  • Macrotrombocitopenia o inclusioni granulocitiche.
  • Diffusa leiomiomatosi dell’esofago o dei genitali femminili, o entrambi.

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Visita udito, quando può essere necessaria

visita udito

L’esame dell’udito permette di prevenire l’insorgere di problemi dovuti alla perdita fisiologica di sensibilità e dovrebbe essere inclusa fra i controlli periodici.

Oggi, noi di AudioMedica Milano, vogliamo parlarvi dell’importanza della visita all’udito e di quando effettuarla.

Visita all’udito: in cosa consiste

La visita per il controllo dell’udito consiste in una serie di esami non invasivi e non dolorosi che si dividono in:

  • esami soggettivi ovvero dove è richiesta collaborazione del paziente da cui dipenderà l’esito in base alla risposta che darà ad un determinato stimolo.
  • esami oggettivi o strumentali, dove l’esito viene dato da macchinari che stimolando un determinato organo ne rilevano le reazioni.

Gli esami soggettivi

I principali esami soggettivi sono:

  • audiometria tonale dove al paziente verrà chiesto di rispondere ogni volta che, attraverso una cuffia, riceve dei suoni a varie frequenze e a varie intensità per ciascun orecchio. Questo esame permette di determinare la soglia uditiva di entrambi gli orecchi, e determinare il grado di sordità.
  • audiometria vocale che permette di valutare la comprensione in ambienti rumorosi consiste nel far ascoltare al paziente delle parole bisillabiche aumentando via via il rumore di fondo così da valutare la capacità uditiva.
  •  

Gli esami oggettivi

Gli esami oggettivi comprendono:

  • impedenzometria che valuta l’aspetto meccanico dell’orecchio attraverso un macchinario dotato di una cuffia (che viene poggiata su un orecchio) e una sonda cilindrica (che viene inserita all’interno del condotto uditivo dell’altro orecchio). Questo esame permette di studiare la cedevolezza della membrana del timpano a differenti livelli pressori.
  • otoemissioni acustiche che permettono di stimolare le cellule ciliate esterne, ossia le strutture recettoriali situate nell’orecchio interno, implicate nella modulazione e nella trasmissione del suono al cervello. Questo esame permette di avere un quadro sulla salute dell’orecchio interno e verificare se ci sono dei danni a livello delle strutture cocleari.

Quando potrebbe essere necessaria visita all’udito?

L’esame audiometrico viene prescritto, generalmente, in presenza di sintomi che riguardano l’alterazione della percezione del suono oppure come controllo in base all’età del paziente.

Questa tipologia di visita dovrebbe essere eseguita regolarmente da tutti i soggetti che hanno superato i 50 anni perché con l’avanzare dell’età disturbi come la presbiopia o la presbiacusia portano l’orecchio a perdere progressivamente la sua funzionalità a causa dell’invecchiamento.

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Abbassamento dell’udito, come prevenirlo

abbassamento udito

Con il passare dell’età, un calo dell’udito può essere una conseguenza fisiologica

Nell’articolo di oggi AudioMedica Milano, cercherà di spiegare come prevenire l’abbassamento dell’udito.

È possibile prevenire l’abbassamento dell’udito?

Prima di iniziare, ci teniamo a precisare che non esistono soluzioni miracolose per proteggere l’udito. L’abbassamento dell’udito è una condizione fisiologica dell’uomo, che dipende per gran parte dall’età che avanza.

Ci sono dei comportamenti però che permettono di allontanare il più possibile nel tempo il peggioramento di questo disturbo.

Come poter prevenire l’abbassamento dell’udito?

Per proteggere l’udito è necessario uno stile di vita sano ed effettuare dei controlli periodici.

Inoltre, occorre:

  • limitare l’esposizione frequente e prolungata a rumori intensi;
  • se si utilizzano gli auricolari, bisogna mantenere il volume a un livello non troppo alto, in modo che si riescano a percepire anche i suoni provenienti dall’esterno.
  • quando si frequentano luoghi affollati e rumorosi, è necessario allontanarsi ogni tanto permettendo all’orecchio di riposarsi.
  • se il lavoro prevede l’esposizione a rumori forti per lunghi periodi, utilizzare le apposite cuffie per proteggere l’udito.
  • Adottare uno stile di vita salutare e una dieta equilibrata riducendo il consumo di alcool e tabacco;
  • immersioni e sport acquatici richiedono un’attenzione particolare affinché il timpano sia sempre in salute. Ad esempio, mai dimenticarsi di indossare gli appositi tappi o di scendere lentamente, in caso di immersioni
  • In aereo durante la fase di decollo e atterraggio, è consigliabile masticare un chewing-gum o sciogliere una caramella, deglutendo spesso.
  • Evitare, se possibile, l’assunzione prolungata di alcuni farmaci come antibiotici o diuretici, che possono avere effetti ototossici.
  • Pulire correttamente l’orecchio con acqua e sapone, limitando l’uso dei bastoncini alla pulizia del padiglione auricolare.

L’importanza della visita di controllo

Alla base di una prevenzione, vi è la visita di controllo dell’udito. Un gesto importante consigliato soprattutto dopo i 30 anni di età o in caso di sintomi all’apparenza poco importanti, come acufeni passeggeri, sensazione di orecchio chiuso, dolore, vertigini. 

Grazie ad un semplice esame audiometrico, della durata di pochi minuti è possibile ottenere le indicazioni essenziali sullo stato dell’udito e su come poter intervenire.

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I primi segnali di perdita dell’udito e come intervenire

perdita udito

L’ipoacusia o perdita dell’udito è un disturbo che raramente si verifica all’improvviso, ma per lo più si sviluppa lentamente.

Proprio per questo motivo è fondamentale riconoscere se si è verificato un cambiamento della vostra capacità uditiva in base a diversi sintomi, che possono portare a perdita dell’udito.

Nell’articolo di oggi AudioMedica Milano ci parla di questo disturbo, evidenziando alcuni tra i primi sintomi, per sapere poi come intervenire.

Perdita dell’udito: cos’è l’ipoacusia

L’ipoacusia consiste nell’incapacità, parziale o totale, di percepire un suono in una o entrambe le orecchie. Diversi soggetti nascono con un deficit uditivo (definita ipoacusia congenita), mentre altri tendono a svilupparlo gradualmente con l’avanzare dell’età (presbiacusia) o come conseguenza di malattie o traumi fisici.

Perdita dell’udito: livelli di gravità

La perdita di udito può essere:

  • lieve (deficit acustico tra 25 e 39 dB) che può rendere, difficile seguire un discorso, soprattutto in situazioni rumorose.
  • moderata (deficit acustico tra 40 e 69 dB) che causa difficoltà a seguire il discorso senza l’utilizzo di un apparecchio acustico.
  • grave (deficit acustico tra 70 e 89 dB) in questo caso, i soggetti hanno bisogno di leggere le labbra o utilizzare il linguaggio dei segni, anche con l’utilizzo di un apparecchio acustico.
  • Profonda o sordità (deficit acustico >90 dB). I soggetti che sono completamente incapaci di sentire un suono spesso possono trarre beneficio da un impianto cocleare.

I primi sintomi di perdita dell’udito

I sintomi dell’ipoacusia possono variare a seconda della causa. Tra i primi sintomi di perdita dell’udito possono esserci:

  • suoni ovattati;
  • difficoltà a capire le parole e a seguire le conversazioni, soprattutto in presenza di rumore di fondo;
  • La necessità di alzare sempre di più il volume della televisione o della radio.
  • vertigini o mancanza di equilibrio;
  • pressione nell’orecchio, causata da un’alterazione del fluido dietro il timpano;
  • ronzio.

Come intervenire in presenza di questa sintomatologia

Nel caso di perdita dell’udito occorre rivolgersi ad uno specialista che, attraverso alcuni semplici test, sarà in grado di valutare la causa e il livello.

Queste informazioni permetteranno allo specialista di individuare le operazioni di trattamento più adeguate, che possono prevedere l’utilizzo di apparecchi acustici e impianti cocleari. In alcuin casi è possibile intervenire con una riparazione chirurgica della membrana timpanica o intervenire sugli ossicini uditivi danneggiati, sostituendoli con quelli artificiali.

Noi di AudioMedica Milano possiamo aiutarti a recuperare un’esperienza uditiva ottimale, facendo luce su eventuali disturbi uditivi. Contatta il nostro centro.

Auricolari e cuffie, quali sono i rischi per la salute

auricolari e cuffie

Nonostante secondo diversi studi l’utilizzo di cuffie e auricolari non provoca in genere nessun problema, se impiegati per tempo prolungato, possono portare a una serie di disturbi. 

Auricolari e cuffie ormai sono entrati in maniera importante nel mercato e nella nostra quotidianità.

Nell’articolo di oggi, noi di Audiomedica Milano, vogliamo sciogliere ogni dubbio e dare tutte le informazioni in merito.

Auricolari e cuffie: le Tipologie

Tra le varie tipologie presenti nel mercato si hanno:

  • cuffie aperte: con una superficie traforata che permette di avere una buona dispersione del suono e una minore pressione sonora all’interno dell’orecchio.
  • cuffie chiuse: che forniscono un buon isolamento dai rumori ambientali, grazie ai cuscinetti da cui sono composte permettendone l’utilizzo senza alzare eccessivamente il volume;
  • cuffie in-ear: che garantiscono un buon isolamento dai rumori esterni perché inserite direttamente nel padiglione auricolare. Per questa tipologia, si consiglia un utilizzo con un volume che non vada oltre il 60%.

Auricolari e cuffie: livello del suono

Le cuffie convogliano il rumore all’interno dell’orecchio, e spesso, per escludere il rumore esterno, si tende ad alzare il volume quando si ascolta l’audio.

In questi casi l’audio dei dispositivi può raggiungere i 115 decibel, provocando danni permanenti all’udito in meno di 15 minuti.

Facciamo chiarezza: 120 decibel è la potenza di suono di una motosega in azione, mentre il suono della voce umana raggiunge i 30-40 decibel.

Gli studi evidenziano che il livello di intensità raccomandato non dovrebbe andare oltre gli 85 decibel per un ascolto di 8 ore al massimo durante tutta la giornata.

Auricolari e cuffie: danni sull’udito

Diversi studi dimostrano che il problema principale delle cuffie è causato principalmente dall’utilizzo prolungato e da un volume eccessivo.

Indipendentemente dall’età, un’esposizione prolungata al rumore elevato provoca traumi acustici sia acuti che cronici provocati da stress ossidativo sulle cellule nervose provocando:

  • Orecchio ovattato, cioè la sensazione di pressione nell’orecchio e pienezza al suo interno;
  • acufene, cioè un fastidioso rumore auricolare simile a un fischio o un ronzio;
  • diminuzione del livello uditivo;
  • dolore all’orecchio.

Generalmente, questi sintomi possono essere temporanei ma possono diventare permanenti, soprattutto se causati da esposizione scorretta e continuativa al rumore.

È importante non sottovalutare i sintomi, perché, intervenendo rapidamente e, se il danno non è troppo grave, è possibile recuperare del tutto la capacità uditiva con un’adeguata terapia.

Se vuoi prenotare una visita preventiva rivolgiti ai professionisti di Audiomedica Milano.